Descrizione
Il modafinil è stato scoperto alla fine degli anni ’70 dal professore di medicina sperimentale Michel Jouvet e dai Laboratoires Lafon in Francia. Sviluppato inizialmente come evoluzione dell’adrafinil, si è deciso di sintetizzarlo con l’obiettivo primario di creare un agente eugeroico (promotore della veglia) privo degli effetti collaterali, dell’impatto cardiovascolare e dell’elevato rischio di assuefazione tipici delle anfetamine tradizionali (come vedremo, l’efedrina a bassi dosaggi non presenta un marcato impatto cardiovascale in soggetti sani, va tuttavia evitata nei soggetti con pregressi problemi cardiaci).
La sua invenzione nacque per rispondere a precise esigenze mediche, in primis il trattamento della narcolessia e dei gravi disturbi del sonno legato ai turni di lavoro.
Nella gestione della veglia e della performance cognitiva, il modafinil agisce attraverso l’inibizione selettiva della ricaptazione della dopamina e l’aumento di neurotrasmettitori chiave come l’istamina e l’orexina.
Questi processi, che biologicamente sono responsabili del mantenimento dello stato di allerta e della stabilizzazione dell’attività neuronale, sono estremamente importanti per chi deve sostenere turni di lavoro notturni o compiti ad altissima concentrazione, non solo perché migliorano la capacità di pensare in modo fluido e la modulazione emotiva ma soprattutto perché evitano l’eccessiva sovrastimolazione del sistema della gratificazione, prevenendo così i fenomeni di dipendenza tipici di altri stimolanti più aggressivi
Oltre a guidare il sistema nervoso verso un’elevata attenzione e archiviazione delle informazioni qualora le condizioni lavorative o di studio diventino gravose a causa della deprivazione di sonno o di orari sregolati, l’aumento dell’orexina e dell’istamina potenziato dal modafinil permette la modulazione dei processi di veglia e del desiderio biologico. Nel nostro sistema esistono diversi neurotrasmettitori deputati alla regolazione dei ritmi circadiani e della concentrazione: l’istamina è fondamentale per la veglia (la cui inibizione tramite antistaminici genera sonnolenza), l’orexina aumenta l’allerta e la motivazione, mentre la dopamina è quella il cui funzionamento determina maggiormente il focus e la gratificazione.
Dal momento che il modafinil non agisce sul nucleo accumbens bensì su amigdala e ipotalamo il rischio di dipendenza derivante dalla sovrastimolazione del centro della gratificazione non è rilevante. Il modafinil inoltre riduce la capacità della la porta interna senza sigillare quella esterna, ne consegue che la dopamina torna nel neurone presinaptico ma più lentamente. Con la cocaina questo processo è completamente bloccato, motivo per il quale genera dipendenza.
In altri termini, il modafinil è in grado di aumentare la veglia e la fluidità di pensiero, limitare la sensazione di fatica attraverso la selezione di specifici pathway cerebrali nell’ipotalamo e nell’amigdala, e bloccare la ricaptazione della dopamina senza alterare in modo massivo le catecolamine, con conseguente riduzione del rischio di dipendenza. Tuttavia, sebbene i target cerebrali siano molteplici, gli studi e l’esperienza clinica sembrano dare priorità al suo effetto a carico dei sistemi dell’istamina e dell’orexina. A differenza delle anfetamine classiche, in grado di provocare rilasci massivi e sistemici di dopamina e noradrenalina, il modafinil agisce in modo estremamente blando e selettivo. Un soggetto che necessita di stare sveglio per un turno di notte o per una sessione di studio potrà dunque mantenere la frequenza di scarica neuronale ideale per molte ore.
Ovviamente, tale livello di performance può essere sostenuto solo da soggetti che utilizzano la sostanza al bisogno e che non ne fanno un uso cronico. In condizioni normali, dove cioè non si assiste a “sovra-stimolazioni continue”, l’effetto della sostanza copre una durata di circa 12 ore, che può estendersi fino a 15 ore nel caso della sua variante Armodafinil e addirittura fino a 18 ore nel caso del FL-modafinil .
PUNTI CHIAVE
• Aumenta la veglia e l’attenzione selettiva
• A differenza della cocaina non agisce sul nucleo accumbens, il rischio di dipendenza è dunque molto più attenuato
• Inibisce la ricaptazione della dopamina nell’ipotalamo e nell’amigdala
• Incrementa i livelli di istamina cerebrale e di orexina
• Ha una durata d’azione di circa 12 ore (fino a 15 per armodafinil e fino a 18 ore per l’FL-modafinil)
• Presenta un basso rischio di dipendenza rispetto agli stimolanti tradizionali
• Può causare gravi disturbi del sonno se assunto prima dell’allenamento serale
• A dosaggi elevati o con uso continuativo, altera il sistema della gratificazione
DOSAGGIO E SOMMINISTRAZIONE
Sebbene lo stereotipo dello stimolante sia legato a sostanze ad alto impatto sistemico, con l’avanzare dei giorni di utilizzo continuativo si assiste ad una correlazione inversa tra frequenza di assunzione e risposta recettoriale. Questo significa che maggiore è la frequenza d’uso, minore è la sensibilità del sistema della gratificazione, mentre maggiore è la stanchezza accumulata, maggiore sarà la quota di stimolanti necessaria a mantenere la veglia.
In un contesto di integrazione sinergica o in soggetti che utilizzano nootropi, il modafinil viene associato a precursori dell’acetilcolina come la citicolina e ad adattogeni come la teanina per mantenere basso il cortisolo e nutrire i neuroni. In un soggetto sano o in uno studente, i dosaggi di modafinil consigliati si trovano tra i 100 mg e i 200 mg al giorno e hanno un effetto positivo sulle performance cognitive occasionali.
EFFETTI COLLATERALI
SINTOMI DA SOVRASTIMOLAZIONE E INSOMNIA
A dosaggi compresi tra i 100 mg e i 200 mg, il modafinil può causare insonnia prolungata e disturbi del sonno. I fattori determinanti risultano essere l’orario di assunzione e la velocità di metabolizzazione individuale del farmaco. In caso di sonno disturbato o iperattivazione, è consigliato
1) evitare la somministrazione pomeridiana o serale 2) limitare l’uso a 1-2 volte a settimana o a cicli brevi di 3-4 giorni con pause di 7-10 giorni 3) associare adattogeni e modulatori come la teanina per bilanciare l’eccitabilità neuronale.
ALTERAZIONE DEL SISTEMA DI GRATIFICAZIONE A dosaggi elevati o con somministrazioni quotidiane prolungate, il modafinil causa un’alterazione del sistema dopaminergico che aumenta in modo direttamente proporzionale alla frequenza d’uso. Per contrastare questo effetto, si consiglia di sospendere l’assunzione per diversi giorni e utilizzare integratori di supporto neurotrofico.
METABOLISMO EPATICO La variante FL-modafinil agisce riducendo la metabolizzazione da parte del citocromo epatico, il che provoca un prolungamento dell’emivita in circolo (fino a 18 ore) con un conseguente aumento del carico sul sistema nervoso centrale.
– Prodotto destinato a scopo di ricerca.

