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Melanotan 2

50.00

Esaurito

Descrizione

Solo per uso di ricerca (Research Use Only)

Prodotto destinato esclusivamente a ricerca e test in vitro. Non per uso umano o veterinario. Non destinato a diagnosi, prevenzione o trattamento di condizioni mediche.

Ricerca su Melanotan 2

Melanotan II (MT-II) è un analogo sintetico dell’α-MSH (alpha-melanocyte-stimulating hormone) e viene utilizzato in ambito sperimentale come agonista dei recettori melanocortinici. Questi recettori (MC1–MC5) fanno parte di un sistema fisiologico più ampio derivato da POMC e sono studiati per il loro ruolo in pigmentazione, segnalazione centrale e modulazione immunitaria.

MT-II è considerato non selettivo:

  • su MC1R (melanociti) viene impiegato in modelli in vitro per studiare pathway legati alla melanogenesi (es. segnali cAMP e regolazione di enzimi coinvolti nella sintesi della melanina);
  • su MC3R/MC4R (soprattutto in contesti sperimentali) è usato come strumento per esplorare meccanismi di regolazione dell’energia, comportamento alimentare e segnali neuro-vegetativi. In alcuni modelli, l’attivazione centrale dei recettori melanocortinici può anche associarsi a effetti indesiderati “di sistema” (es. nausea/flush), motivo per cui i protocolli di ricerca lavorano spesso su range e condizioni ben controllati.

Afamelanotide (Melanotan I) è un analogo correlato, generalmente descritto come più orientato verso MC1R e quindi frequentemente citato come strumento di ricerca più “mirato” per studi sulla pigmentazione, con minore enfasi sperimentale su MC3R/MC4R rispetto a MT-II (a seconda dei modelli).

Bremelanotide (PT-141) è un peptide derivato dalla stessa famiglia, spesso riportato con maggiore affinità per MC4R; in ricerca viene usato per studiare specifici aspetti della segnalazione melanocortinica centrale e l’interazione con circuiti che regolano risposte comportamentali e autonome.

Oltre a questi ambiti, MT-II e peptidi correlati sono studiati anche per possibili effetti immunomodulanti: in modelli sperimentali sono stati descritti cambiamenti in marker pro-infiammatori (es. pathway NF-κB e citochine), e possibili interazioni con meccanismi neuro-immuni (inclusi segnali vagali) — con risultati che dipendono fortemente da modello, cellula e condizioni del test.