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METFORMINA (Lento rilascio) 500MG X 10 CPS

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Descrizione

Nel diabete, la metformina agisce attraverso l’attivazione dell’AMPK, una proteina chinasi la cui attivazione è direttamente responsabile dell’autorinnovamento e della riparazione cellulare. Questi processi, che biologicamente prendono il nome di autofagia e apoptosi, sono estremamente importanti per la longevità, non solo perché aumentano il quantitativo di antiossidanti all’interno delle nostre cellule ma soprattutto perché ne consentono anche l’autodistruzione qualora fattori esterni o interni vadano a generare danni al DNA che, qualora non eliminati, possono portare alla formazione di masse neoplastiche.

Oltre a veicolare la cellula verso una pronta apoptosi qualora le condizioni diventino avverse a causa di patogeni, metalli pesanti o altri agenti ossidanti capaci di generare stress ossidativo, l’attivazione dell’AMPK potenziato dalla metformina permette l’esternalizzazione di una vescicola responsabile dell’ingresso di glucosio nella cellula. Nel nostro sistema esistono diverse vescicole trasportatrici di glucosio: l’isoforma eritrocitaria e astrocitaria è GLUT1, quella epatica è GLUT2, quella nervosa è GLUT3, mentre quella muscolare è GLUT4 (ne abbiamo anche una per il fruttosio che porta il nome di GLUT5). Di tutte queste, la GLUT4 è quella il cui funzionamento dipendente maggiormente dalla presenza di insulina. Per tale ragione, possedere un buon quantitativo di massa muscolare è fondamentale per permettere un’ottimale captazione di glucosio con conseguente abbassamento della glicemia.

In altri termini, la metformina è in grado di aumentare la captazione di glucosio nel muscolo (il più grande contenitore di glucosio presente nel nostro corpo), limitarne l’assorbimento intestinale attraverso la selezione di alcuni ceppi batterici piuttosto che altri, e bloccare la gluconeogenesi epatica, con conseguente riduzione della liberazione di glucosio immagazzinato nel fegato. Tuttavia, sebbene i tessuti target siano differenti, gli studi presenti a riguardo sembrano dare priorità al suo effetto a carico del microbiota e del tessuto muscolare. A differenza del fegato, in grado di immagazzinare dai 50 g ai 200 g di glucosio, nel muscolo possono essere depositati fino a 20 g di glucosio per kg. Un soggetto che possiede 50 kg di muscolo potrà dunque immagazzinare nel sarcoplasma ben 1 kg di carboidrati. Ovviamente, tale quantità può essere immagazzinata solo da soggetti geneticamente ben dotati dal punto di vista dell’ipertrofia muscolare e che hanno trascorso gli ultimi giorni a svuotare le riserve di glicogeno di ogni distretto muscolare. In condizioni normali, dove cioè non si assiste a “scariche di carboidrati”, i grammi di carboidrati per kg di peso corporeo corrispondono esattamente alla metà, ovvero a 10 g per kg di muscolo

**PUNTI CHIAVE**

• Aumenta la captazione di glucosio dal muscolo

• Riduce la gluconeogenesi epatica del 40%

• Altera la comunità microbica in modo interindividuale

• Inibisce del 50% la captazione di glucosio dall’intestino

• Riduce i marker infiammatori

• Altera il complesso I mitocondriale

• A dosaggi superiori ai 1000 mg al giorno, aumenta l’acidosi metabolica

**DOSAGGIO E SOMMINISTRAZIONE**

Sebbene lo stereotipo del diabetico sia una persona sovrappeso, con l’avanzare dell’età si assiste ad una correlazione inversa tra massa muscolare e sensibilità insulinica. Questo significa che minore è la massa muscolare posseduta, minore è la sensibilità insulinica, mentre maggiore è la glicemia, maggiore è la secrezione di insulina necessaria a portare il glucosio all’interno del muscolo.

In uno studio di epigenetica dove GH, DHEA e metformina sono stati assunti ai rispettivi dosaggi di 2 ui, 50 mg e 500 mg per 2 anni, si è riscontrato uno scostamento dell’età biologica di un anno e mezzo.

In un culturista giovane o in un soggetto sano, i dosaggi di metformina consigliati si trovano tra i 250 mg e i 1000 mg al giorno e hanno un effetto positivo sulla ricomposizione corporea.

**EFFETTI COLLATERALI**

**SINTOMI GASTROINTESTINALI**

A dosaggi terapeutici compresi tra i 500 mg e i 2 g, la metmorfina può causare inappetenza e diarrea. I fattori determinanti risultano essere la composizione microbica individuale e la metabolizzazione del farmaco.

In caso di alvo irregolare, è consigliato 1) diminuire il dosaggio 2) provare la forma a rilascio prolungato 3) usare berberina in associazione all’acido alfa lipoico.

**ACIDOSI**

A dosaggi superiori ai 1000 mg, la metformina causa una lieve acidosi metabolica che aumenta in modo direttamente proporzionale ai dosaggi utilizzati. Per contrastare questo effetto, si consiglia il consumo di citrati, cibi ricchi di potassio e bicarbonato.

**MITOCONDRI**

La metformina agisce inibendo il complesso I mitocondriale, il che provoca un ritardo nella produzione di ATP con un conseguente aumento dell’AMPK.

– Prodotto destinato a scopo di ricerca.